Palazzo Cini

  • 02 07 2018

In una villa in stile Liberty con un giardino profumato da gelsomini e aranci, Palazzo Cini è il Bed&Breakfast di Pisa che offre un’accoglienza dal lusso intimo, moderno e ricercato, condita da dettagli di design e pezzi d’arte unici per un soggiorno votato al relax e alla scoperta 

È raro trovare un altro posto come Palazzo Cini, un’alchimia di architettura e arte declinata all’accoglienza di lusso in versione Bed&Breakfast. Merito di Ivan Cini, l’architetto demiurgo di questo gioiello dell’ospitalità pisana che ha aperto i battenti nel marzo 2018 in una villa di fine Ottocento a due passi da Corso Italia, la via dello shopping che taglia in due la città. E merito della fortuna che ha premiato la sua audacia visionaria: “vivevo in Germania – racconta Ivan, classe 1987 –, avevo un Signor Lavoro in uno studio d’architettura ma l’Italia mi mancava e volevo aprire qualcosa di mio che avesse a che fare con il turismo”. Detto fatto: Ivan si è licenziato, è ritornato nella sua Toscana e quando la sorte l’ha portato in quella palazzina allora abitata da un medico, ha capito che lì si sarebbe fermato e lì sarebbe nato Palazzo Cini.

Palazzo Cini: accoglienza di lusso
La suggestione del B&B è palpabile tanto nei muri quanto nell’atmosfera. Suggerita fin dall’esterno, da quella facciata conservata com’era e valorizzata dall’estro di un pittore, diventa una certezza all’interno. Succede sorseggiando il welcome drink – un bicchiere di champagne o un cocktail analcolico accompagnati da pasticceria secca e fresca – mentre Daniela registra i documenti dietro a un bancone decorato da un’anfora greca del V secolo a.C.. Succede spostandosi nella zona lounge arredata con poltroncine Mies van der Rohe del 1929, quadri di Chagall, Schifano e Guttuso alle pareti e volumi di arte, architettura, collezionismo a disposizione degli ospiti. Succede nella grande terrazza profumata da un gelsomino rampicante e affacciata a un giardino dove si gode la quiete all’ombra di aranci, limoni e mandarini, una catalpa, un banano nano giapponese e un mirto. E, naturalmente, succede nelle cinque stanze – di cui due suite –, tutte diverse tra loro, spaziose, luminose e dotate di bagni da sogno.

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