Giovanna Danesi: coaching, counseling e mediazione familiare per vivere davvero

  • 22 10 2018

Coach oltre che counselor e mediatore familiare, Giovanna Danesi propone percorsi rivolti a chi vuole di più, per sviluppare appieno il proprio potenziale e realizzare successo e soddisfazione in ambito personale e professionale.

Follia è pensare di fare le stesse cose e avere risultati differenti”. Prendendo a prestito una citazione di Albert Einstein, Giovanna Danesi arriva al nocciolo del coaching, l’universo in cui si destreggia con competenza, grazia e determinazione, “a volte incalzando come un pitbull, altre accogliendo con dolcezza”, per aiutare le persone a compiere un determinato percorso di crescita, in ambito personale nel ruolo di Life coach, professionale nei panni di Business Coach o sportivo da Mental Coach. D’altra parte, Giovanna ha imparato sulla propria pelle la potenza della resilienza, “l’arte di trasformare ogni esperienza, anche la più dura, in opportunità di miglioramento e crescita”. Laureata in Giurisprudenza, se oggi è Coach, Master Practitioner in PNL certificata da Claudio Belotti, oltre che counselor e mediatore familiare sotto la guida esperta della dottoressa Isabella Buzzi, è “grazie a un grave incidente stradale”, la molla che le ha permesso di ascoltarsi, definire nuovi scopi, valori e aprire strade inesplorate per raggiungere obiettivi differenti. Insomma, per vivere la vita che voleva, per davvero.

Life Coach, Business Coach, Mental Coach: piccoli cambiamenti, grandi risultati
Lezione che lei, coach competente a 360 gradi, nell’elegante studio di Brescia, ripete come un mantra ai suoi coachee, alias i clienti: “vivi una volta sola, e se la vivi al tuo meglio, una vita è abbastanza. L’importante – aggiunge – è sapere che cosa vuoi e perché lo vuoi”. Concetto per nulla scontato perché spesso, a domanda diretta, “le persone sanno quello che non vogliono e  vivono dinamiche relazionali simili, intrappolate dalla paura di non riuscire, di fallire, del giudizio degli altri e da altri inganni disfunzionali”. Ebbene, il coaching - che nasce dal termine francese coche, carrozza - senza stravolgere la vita del cliente, è un processo creativo mosso dal presupposto che ognuno, dentro di sé, ha potenzialità straordinarie che possono essere valorizzate e sviluppate in modo semplice e concreto per raggiungere obiettivi specifici e vivere la vita con maggior benessere. Un cammino volto al risultato fin dal primo incontro, che guarda al presente e al futuro più che al passato. Come lo intraprende Danesi? “Stando zitta, ascoltando il mondo dell’altro senza pregiudizi e facendo domande funzionali a valorizzare potenzialità e risorse volte a superare barriere e limiti che ostacolano i propri valori e obiettivi. Tutto questo partendo dalle cose semplici, che portate avanti con disciplina e perseveranza portano lontano.” In quanto tempo succede? Non c’è un percorso standard proprio perché ognuno è diverso ed è importante che gli venga “cucito un abito su misura”. In genere in 3 mesi arrivano risultati concreti, tenendo sempre ben presente che il coach non fa terapia né da’ consigli e, “che l’ambito sia personale, professionale o sportivo, il traguardo è sempre realizzare un cambiamento generativo volto a massimizzare il proprio potenziale”. 

Tecniche di counseling: strumenti per uscire dalla trappola
Alla voce counseling, l’orizzonte si restringe a “percorsi brevi per fare chiarezza, superare un momento complicato o doloroso, in cui ci si sente in trappola, soli e spaventati” e si dipana in un’alchimia di ascolto attivo ed empatia, accoglienza e neutralità: “il counselor favorisce l’attivazione delle risorse personali, promuove l’autonomia decisionale restituendo al cliente la responsabilità dei propri passi”. Da non confondere con il counseling psicologico, nello studio della dott.ssa Danesi si declina nel counseling sistemico - relazionale, la tecnica del counselor che “prende in considerazione la globalità della persona, l’ottica complessiva, così da sapersi muovere tanto sul mondo interno quanto su quello esterno e poter orientare il lavoro in modo da connettere le aree trasversali che sono all’origine del disagio”. Più specifico, invece, il discorso del counseling motivazionalevolto a potenziare uno stile relazionale e comunicativo indispensabile nelle professioni d’aiuto in campo educativo, sanitario, assistenziale e organizzativo”.

1 di 4
2 di 4
3 di 4
4 di 4

Mediazione familiare: ovvero mediare per gestire i conflitti
Un capitolo a parte è quello che la dott.ssa Danesi dedica alla mediazione familiare, il lavoro che aiuta la coppia di genitori in crisi a gestire il conflitto e, in caso di separazione o divorzio, a riorganizzare le relazioni familiari per la tutela e il benessere di tutti, soprattutto dei figli. Attraverso la riapertura di un dialogo costruttivo, il mediatore familiare aiuta la coppia a trovare accordi condivisi, che rispecchiano le nuove esigenze comuni;  in modo neutro ed equi-vicino alle parti, contribuisce a trasformare le relazioni familiari senza spezzarle, per guardare al futuro con prospettive più serene e continuare ad essere buoni genitori, per sempre. E il cerchio si chiude: nuovi comportamenti portano a nuovi scenari, Einstein aveva ragione anche su questo.

Contatti

Giovanna Danesi
Via Aldo Moro, 10, 25124 Brescia BS
Telefono: +39 333.24.54.260
Email: info@giovannadanesi.it
Sito web: giovannadanesi.it

 

I contenuti di questo post sono sponsorizzati da Italia Media
© Riproduzione riservata.